Contemplazione

Innalzare la propria coscienza e consapevolezza è un passaggio che deve essere compiuto attraverso la contemplazione della natura, attraverso l’immedesimazione con il cielo, con la terra, con le acque e con le piante, ma non in un processo singolo, bensì contemporaneamente, appunto per trovare la propria unità con il Tutto; con ciò che permane immutabile e immobile.

Pensare al centro della nostra Terra, il nucleo di ferro incandescente, il risalire in superficie come magma, il raffreddamento sulla crosta terreste, la fioritura di piante, l’ evaporazione del magma in aria, la condensazione in acqua, il pensiero di essere contemporaneamente dappertutto, di non essere ancora stato partorito, di essere nel ventre materno, di essere infante, di essere ragazzo, uomo e vecchio, di essere già morto, ecco , questo è come Hermes descrive il concepire Dio. (consiglio in supporto la visione di Dentro e Fuori e Ridimensionamento).

Contemplando la natura ci si prepara a contemplare il buio. Ritrovarci nella consapevolezza di chi siamo al di là del nostro corpo.

Luce, suono, percezione, onda vibrazionale, elastica, esseri viventi in balia delle percezioni quantizzabili in un pensiero.

Così facendo è possibile riconoscersi in altro, o meglio, far conoscere al materiale di cui siamo formati nuove forme, nuovo forme assunte dalla stessa materia che ci compone, ma che non ha noi come punto di pensiero, di cui noi non partecipiamo come pensiero individuale, quindi la materia pensa attraverso noi, la materia del nostro corpo, la nostra coscienza, la consapevolezza della nostra materia prima, quella comune a tutto, tutti, prima e dopo.

Giungi al centro della nostra Terra,
il nucleo ferroso incandescente,
risali in superficie come magma,
raffreddati sulla crosta terreste,
nei deserti sabbiosi
e sulle pianure innevate,
segui la fioritura di piante,
l’ evaporazione del magma: aria,
la condensazione in acqua,
il pensiero di essere
contemporaneamente,ovunque,
di non essere ancora concepito,
di essere nel ventre materno,
di essere infante, di essere ragazzo,
uomo e vecchio, di essere già morto,
non essere mai nato,
non essere umano, essere lo stesso.
Marco Favazzi

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