Marsilio Ficino, l’intelletto o la cibernoetica?

Image

“Per questo non può avvenire mai che l’intelletto si stacchi ed allontani da ciò che lo perfeziona e lo conserva, dal momento che non è affatto possibile che si allontani da se stesso;  e perciò avviene che si formi e si perfezioni sempre. Anzi, se il fine della generazione naturale  una sorta di immortalità, a maggior ragione l’immortalità è il fine della generazione intellettuale. Ma, poiché la natura genera una prole esterna a sé, la sua immortalità si realizza nella successione delle nascite. Per quanto riguarda la mente, invece, dal momento che essa genera in se stessa sia se stessa sia le altre cose, in quanto concepisce le ragioni [formali] tanto di sé quanto di tutte le altre cose, quando intende se stessa o le altre cose; segue che la potenza di questa immortalità sia conservata nella mente stessa che l’ha generata.”  (Marsilio Ficino, Theologia Platonica).

è interessante come l’essere umano stia provando a spostare la propria cognizione attraverso ciò che in passato chiamavamo anima in ciò che ora si chiama cognizione, e per alcuni si chiamo linguaggio, reti neurali o reti informatiche.

Leggendo la “critica della ragione telematica” di D’Alessandro emerge tutto ciò che da Wiener a McLuhan si sia potuto esprimere circa la voglia di restare coscienti della vita in eterno, quanto per evitare di entrare nell’oblio della degenerazione materiale sia necessario condividere il proprio intelletto, o ancor più, affidare pure al mondo esterno tale facoltà; la cosa mi è piaciuta molto, è interessante come in una finestra che già porta la propria cognizione ad una contemplazione di un mondo formato da bit, ci sia invece un rapido capovolgimento di fronte, correlando le reti neurali e le reti informatiche, che servono per comprenderne il funzionamento, all’ecologia profonda, alla biosfera e alla noosfera.

ogni cosa è comunque assorbita attraverso la nostra interpretazione, possiamo sperare in una coscienza collettiva, nella possibilità di comunicare attraverso invisibili microtubuli che collegano tutte le persone e tutte le cose, possiamo credere di essere la molteplice configurazione di una grande mente, o credere di essere la sfera immaginale del pianeta terra, il quale, o la quale è creazione immaginale dell’universo.

Sembra quindi che si voglia credere in Dio, ma che si voglia pure che Dio sia meno timido, che gli esseri umani possano vivere in pace, ma che inoltre possano avere più padronanza del proprio tempo e della propria azione,

si vuole forse semplicemente imparare a spostare gli oggetti con la mente senza poter far si che troppo potenza di volontà possa divenire dannosa nei confronti di chi crede e collabora al bene comune, ma è anche vero che ognuno ha la propria idea di bene comune, è quindi forse un gran casino?

mi piace trovare corrispondenze con l’Uno di Plotino, con la ricerca dell’immortalità dell’anima di Marsilio Ficino, e in questo caso mi chiedo perchè sia più facile ormai fare riferimento alle teoria della coscienza di Tucson o al punto omega di Teilhard de Chardin.

Ma a questo punto sono una frase, un’immagine o una cristallizzazione dell’intelletto?

Che si possa vivere serenamente il proprio percorso di identificazione.

About screenshare

harmonize your harmonium in an harmonious way
This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s